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"BAMBINI IN VIAGGIO"


RESOCONTO DELL'ESPERIENZA DI APPRENDIMENTO

 

I protagonisti dell'esperienza di apprendimento sono i bambini e le bambine di tre classi seconde, che nel loro insieme formano un esteso gruppo di ben cinquantasette soggetti.  Nel contesto di tale numerosità coesistono situazioni multiformi e variegate, che le insegnanti hanno avuto modo di conoscere e di osservare fin dalla classe prima. Fra i vari aspetti che caratterizzano i gruppi uno appare particolarmente significativo: sono presenti tre bambini stranieri e due figli di coppie “miste”, aventi cioè un genitore italiano e uno di altra nazionalità. E' quindi abbastanza facile proporre il tema del viaggio con le sue molteplici valenze a scolari che spontaneamente si scambiano non solo notizie riferite ad ambienti “vicini”, ma pure informazioni riguardanti spazi “lontani”, con i quali hanno contatti più o meno frequenti, ma sempre pregnanti dal punto di vista affettivo ed emotivo. Le insegnanti hanno dunque colto la proposta di lavoro sul Viaggio nel Novecento come un'opportunità ricca di stimoli e di suggestioni.  Essa, partendo dalla dimensione spazio-temporale, consente alla pratica didattica di estendersi agli altri ambiti disciplinari, nonché di strutturarsi in una prospettiva interculturale, vale a dire come concreta possibilità di confronto e di scambio fra i propri e gli altrui modi di comportamento, di esistenza e di pensiero.

 

Il progetto

 In primo luogo le insegnanti hanno elaborato il piano del progettoGotoPage "Progetto" ed il quadro delle inclusioni disciplinariGotoPage "Inclusioni1", così da prefigurare sia il lavoro nel suo insieme che le rispettive competenze da mettere in gioco.  Pur essendo abbastanza specifico tale prospetto non è stato inteso come un vincolo rigido, in quanto si è cercato di mantenerlo aperto agli aspetti imprevisti che sempre si presentano nel corso della ricerca-azione. Per quanto riguarda il contesto curricolare il progetto è naturalmente rispondente alle indicazioni dei Programmi Didattici ed in particolare è stato fondato sulle seguenti coordinate:

 

1)     la ricostruzione dell'immagine del passato a partire dal presente;

 

2)     l'individuazione delle connessioni fra passato e presente;

 

3)   la definizione di alcuni passaggi significativi nel processo di cambiamento storico di realtà vicine e dunque esperibili da bambine e bambini al secondo anno della scuola primaria.

 

Inoltre il progetto ha tenuto conto della gradualità con cui va avviato l'apprendimento dei concetti e delle procedure del pensiero storico, soprattutto nelle sue fasi iniziali.  Esso era finalizzato al raggiungimento di un esito basilare - l'approccio alla conoscenza del Novecento e delle sue storie - mediante strategie estremamente concrete quali l'esplorazione ambientale, l'osservazione del succedersi delle generazioni, il ricorso alla memoria individuale e collettiva, il riferimento alla cultura materiale, l'uso di fonti appositamente predisposte, l'attenzione a fatti “locali”, che pur sono estensibili in scala più ampia e generale. Il progetto dunque si avvaleva di un marcato impianto storico, che tuttavia non escludeva i contributi degli altri campi disciplinari. L'educazione linguistica veniva così a supportare l'intero itinerario cognitivo non solo offrendo strumentazioni, quali ad esempio la narrazione e l'argomentazione, adatte ad organizzare i dati dell'esperienza, ma ponendo la lingua stessa come oggetto culturale dipendente dal tempo storico e dallo spazio geografico. Accanto al codice verbale l'educazione all'immagine introduceva il codice iconico e si rendeva indispensabile sia per interpretare i materiali fotografici che per fissare in segni e colori le situazioni di volta in volta considerate. Con un'apposita fase del progetto si è voluto favorire l'accostamento ad alcune opere dell'arte figurativa del Novecento, perché essa è parte integrante del “quadro di civiltà” di questa epoca e quindi ne esprime gli intenti e le sensibilità in forme che i bambini possono apprezzare, se sono guidati in tal senso. Non poteva mancare infine l'apporto dell' educazione matematica, necessaria per quantificare le informazioni, per visualizzarle in semplici grafici e nella striscia del tempo, per compiere calcoli riferiti alle età delle persone intervistate ed ai periodi del loro passato generazionale. Chiaramente la realizzazione di un progetto così articolato richiedeva il lavoro coordinato di tutte le insegnanti del modulo, le quali hanno sempre cercato di operare di comune accordo, assumendosi nel contempo la conduzione del loro ambito disciplinare. Esse hanno anche manifestato l'intenzione di aderire alla ricerca-azione nel corso degli incontri degli Organi Collegiali, ottenendo così l'approvazione dei genitori delle classi e la collaborazione della coordinatrice pedagogica; altre insegnanti del Circolo si sono impegnate nell'attuazione di iniziative differenti. Riferendosi ancora alle finalità previste dai Programmi Didattici il progetto ha preventivato momenti di interazione con le strutture esistenti nel territorio, in modo da valorizzare le risorse culturali, ambientali e strumentali che esso offre. Innanzitutto si sono presi contatti con le famiglie, alle quali erano destinate le prime interviste, per spiegare quanto fosse importante per i bambini accedere alla dimensione temporale del Novecento attraverso la memoria dei genitori e dei nonni.  In seguito si sono stabiliti accordi con il personale dell'aeroporto “Gabriele D'Annunzio” di Montichiari - Brescia per effettuare una visita guidata all'interno di tale scalo. Durante lo svolgimento delle attività si è domandata ed ottenuta la collaborazione della Biblioteca civica, del locale Museo della Civiltà Contadina e dello studio pubblicitario “Clerici & Associati”, i quali hanno fornito gran parte della documentazione fotografica, numerose indicazioni bibliografiche ed accurate riproduzioni a colori delle opere d'arte prescelte. In varie occasioni si sono consultate persone che hanno contribuito alla ricerca arricchendola con dati di loro conoscenza o con informazioni che rispondevano a specifiche curiosità dei bambini.  Un particolare ringraziamento va attribuito a questo proposito ai colleghi Antonietta Serafini e Giancarlo Onger. In ogni caso le richieste sono state accolte sempre con grande disponibilità e ciò dimostra che la scuola viene guardata con simpatia quando si apre e si interessa realmente al mondo esterno.


 Le attività

Le classi protagoniste dell'esperienza di apprendimento hanno impegnato nel lavoro le sei ore settimanali dell'ambito storico - geografico a partire dall'inizio del mese di febbraio fin quasi alla fine del mese di marzo. Il contributo dell'area linguistica e dell'educazione all'immagine ha utilizzato circa la metà di tale tempo, mentre l'educazione matematica è stata chiamata in campo quando erano necessarie le operazioni di calcolo o quando era possibile ricorrere ai momenti di contemporaneità esistenti nell'orario del modulo.


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